Dietro le quinte del lavoro di un fotografo di matrimonio – Intervista a Łukasz Piecyk
Łukasz Piecyk è fotografo di matrimonio, reportage e ritratto. Collabora regolarmente con Fundacja Medium e con l’agenzia Reporter; le sue immagini sono apparse su numerosi quotidiani, riviste e media online polacchi. Lo ringraziamo per il tempo dedicato all’intervista.


Łukasz Piecyk è fotografo di matrimonio, reportage e ritratto. Collabora regolarmente con Fundacja Medium e con l’agenzia fotografica Reporter. Le sue immagini sono state pubblicate su ABC, Do Rzeczy, Dziennik Gazeta Prawna, Newsweek, Polityka, Tygodnik Powszechny, Super Express, WPROST e W Sieci, oltre che sui principali portali online polacchi. Grazie per il tempo e per l’intervista.
##### Quando e come è iniziata la tua avventura con la fotografia?
Da bambino prendevo spesso in mano una macchina fotografica, anche se non sapevo davvero come usarla. Durante l’università lavoravo a Toruń come giornalista per una testata locale. Una volta andai a un evento senza fotoreporter, ma avevo con me una fotocamera prestata. Il risultato non fu straordinario, però un collega vide un minimo di potenziale. Così comprai la mia prima reflex, di cui avevo già letto il manuale prima dell’acquisto.
Fotografai il mio primo matrimonio tre anni fa per un collega della redazione, quando lavoravo già come fotoreporter. Presi in prestito una Nikon D3 per poter lavorare con due corpi, sapendo che il backup è essenziale. Nonostante questo, credo di essere stato più nervoso degli sposi.

##### Perché hai scelto la fotografia di matrimonio?
Non parlerei ancora di carriera (ride). Ma ho capito presto che avevo un’idea sbagliata della fotografia di matrimonio. È un reportage complesso e impegnativo, non un’impresa mitica riservata a pochi. Bisogna fidarsi del proprio occhio e stabilire delle priorità. Certo, non è affatto semplice.
La cosa che mi ha sorpreso di più è quanto mi siano piaciute le sessioni in esterni. Era un tipo di fotografia nuovo per me e forse proprio per questo è ancora uno dei momenti che aspetto di più nel lavoro con una coppia.

##### Cosa ti ispira?
I fotografi più bravi di me. Adoro guardare ottime fotografie di matrimonio e su Instagram seguo sempre più autori del settore. Mi piace osservare sessioni curate, estetiche e creative mescolate a immagini di reportage davvero sorprendenti.
A chi guarda con sufficienza la fotografia di matrimonio consiglio di cercare chi la pratica a livello mondiale. Non serve andare lontano: anche in Polonia ce ne sono molti. Possono ispirare anche persone che hanno iniziato da poco ma stanno migliorando rapidamente. La mia fidanzata fotografa da relativamente poco e già torna con immagini che inserirei volentieri nel mio portfolio.

##### Come lavori con la coppia?
A volte fin troppo facilmente (ride). Quando lavoro con persone che non conosco cerco di scoprire interessi e occupazioni. La conversazione è sempre la chiave. Per rilassare l’atmosfera o far sì che prestino meno attenzione a me, do loro qualcosa su cui concentrarsi. Spesso porto un filo LED flessibile, sempre completamente aggrovigliato, e chiedo alla coppia di scioglierlo. È un buon modo per rompere il ghiaccio; una volta districato diventa anche un bel prop dopo il tramonto.

##### Quale attrezzatura usi e perché?
Il mio set principale è Nikon D750 con 24–70 di sistema. Con questa combinazione faccio quasi tutto, affiancandola a una Nikon D610 e a un 85 mm f/1.8.
Apprezzo il grande range dinamico, il rumore relativamente contenuto, la rapidità e la versatilità. Mi piace usare il corpo con il fisso in esterni e nei ritratti ravvicinati, quando la ridotta profondità di campo deve avere un ruolo importante.

##### Come utilizzi i flash?
I flash completano le mie fotocamere. Porto sempre uno speedlight, di sistema oppure Quadralite Stroboss 60 (evo). Non lo uso sempre, ma può essere prezioso per bilanciare una forte luce dalla finestra. Se voglio un’immagine molto contrastata, poche cose funzionano meglio di un lampo contro il sole, che dà un carattere quasi street.
Durante il ricevimento bisogna valutare le condizioni. Una cerimonia all’aperto, con buona luce e ottiche luminose, può essere realizzata anche senza flash. In una sala in legno o nel cortile di un castello, invece, le luci negli angoli diventano utilissime. Le attivo con Navigator X o con un altro flash; in quest’ultimo caso ottengo anche una luce aggiuntiva dalla fotocamera.
Per gli esterni porto sempre Atlas 600 con octa FLEX pieghevole. È una luce potente e wireless che mi permette di lavorare anche con sole duro e di far emergere i soggetti dalle ombre. Il grande modificatore ad apertura tipo ombrello fa risparmiare tempo e garantisce una luce morbida. Per varietà scatto anche senza flash, ma spesso le immagini con Atlas sono quelle che preferisco.

##### Consigli per chi vuole iniziare nel settore dei matrimoni?
Il successo è riuscire a garantire qualità costante in reportage e sessioni. Una coppia non ha tanto bisogno del mitico “approccio individuale” quanto di fotografie dello stesso livello e stile che ha visto nel portfolio: non copie, ma immagini coerenti.
Non affrontiamo situazioni che ancora non sappiamo gestire. Vuoi proporre una sessione al tramonto? Provane prima una con amici. Io ho imparato molto con la fotografia di concerti, che obbliga a conoscere bene attrezzatura e impostazioni manuali. Guardando foto dell’anno precedente vedevo spesso subito i miei errori.
Siate autocritici, fate valutare il vostro lavoro, osservate chi è più bravo e allenatevi in condizioni controllate. Il giorno del matrimonio non è il momento giusto per imparare per tentativi.

Foto: Łukasz Piecyk
